La parola a Beatrice e a Francesca!

Szenische Lesung in italienischer Sprache
Was hätte Beatrice Portinari wohl über sich selbst und über den Poeten erzählt, wenn sie interviewt worden wäre? Und die echte Francesca da Rimini? Mit welchen Wörtern hätte sie über Paolo erzählt und über ihre Leidenschaft, die ihnen zum Verhängnis wurde? Das Ensemble Teatralia Europa und Dott.ssa Simonetta Puleio widmen den beiden von Dante beschriebenen Damen einen Abend der besonderen Art: eine szenische Lesung zweier “unmöglicher Interviews”. Die zwei Interviews entstammten der Fantasie von Umberto Eco und Edoardo Sanguineti und sind Teil einer Reihe, die sich Persönlichkeiten aus der Vergangenheit widmet. In kritischen und ketzerischen Tönen bieten uns Beatrice und Francesca eine ungewöhnliche Begegnung voller Ironie, durchdrungen von Momenten der Besinnung zweier Frauen, die endlich zu Wort kommen!
Einführung und Moderation in italienischer Sprache: Dott.ssa Simonetta Puleio.
Mit: Giovanna Mungai und Francesca Simone Tufano.
Regie: Lucina Micale.
Samstag 15 März 19 Uhr
Salzstadel, Jakobsgasse 14/1, Tübingen
Ticketpreise: 12€, Mitglieder 8€













COMMENTO ALLA SERATA
Lettura scenica, sabato 15 marzo 25
Amici della Cultura Italiana
Sabato 15 marzo 2025, presso la Salzstadel di Tübingen, si è svolta a cura del Gruppo Teatralia Europa, una bellissima lettura scenica di due “interviste impossibili”. Le interviste sono state fatte anni fa per la RAI dal poeta e scrittore Edoardo Sanguineti e da Umberto Eco, semiotico e scrittore di fama mondiale.
Sanguineti ha intervistato Francesca da Polenta, detta anche da Rimini, protagonista del canto V dell’Inferno, mentre Umberto Eco ha colloquiato con Beatrice.
Ha introdotto la “lettura scenica” la dottoressa Simonetta Puleio, presidente della Dante Alighieri di Stoccarda, che ha fornito con grande chiarezza utili informazioni e delucidazioni storiche e psicologiche, sia sui personaggi che sarebbero stati rappresentati, sia sul sommo Poeta. In ciò coadiuvata dalla mai abbastanza lodata Germana Fabiano, che ha letto alcuni versi della Divina Commedia e alcuni famosi sonetti della Vita Nova (Guido , i’ vorrei che tu e Lapo ed io…, Tanto gentile e tanto onesta pare…ed altri).
Francesca, interpretata dalla bravissima Francesca Simone Tufano, è un po’ stufa di dover raccontare sempre l’inizio della love story (la prima radice del loro amore) col cognato Paolo. Un giorno stavano leggendo per diletto di Lancillotto e di Ginevra, moglie di re Artù, e di come amor li strinse. Precisa che erano soli e senza alcun sospetto, quando in un momento di reciproca debolezza Paolo la bocca le baciò tutto tremante. Da qui l’ira del marito che li uccise entrambi.
Da allora Paolo non fa altro che piangere, cosa che infastidisce Francesca che di questa storia ne ha abbastanza.
A questo punto Francesca si fa maliziosetta e con voce suadente sollecita Edoardo ad andarla a trovare… perché la vita nel secondo cerchio dell’infermo è noiosa… lei è tanto sola… il nome Edoardo è così bello…
Ma anche Dante, sia detto en passant, è un filino malizioso perché conclude la storia con un ambiguo verso: “quel giorno più non vi leggemmo avante”.
È il turno di Beatrice – interpretata dalla brava Giovanna Mungai – che non ama parlare di Dante. Da vera signora risponde all’intervistatore per pura cortesia, ma a Dante ha tanti rimproveri da fare. Il Poeta l’ha sfruttata e strumentalizzata, senza peraltro mai dichiararsi. Mai le ha detto “mi piaci”, mai le ha fatto un complimento, sempre a considerarla musa e madonna. La verità è – conclude Beatrice – che Dante con le donne era un imbranato, non ci sapeva fare.
Un sincero plauso va alla regista, alla simpatica signora siracusana Lucina Micale, che ha diretto con grazia ed ironia le due brave attrici.
Il pubblico è stato numeroso ed entusiasta.
È stato offerto un rinfresco cosi che al termine dello spettacolo è stato piacevole intrattenersi in sala ancora un po’. I.C.