La parola a Beatrice e a Francesca!

La parola a Beatrice e a Francesca!

Lettura scenica in lingua italiana

Cosa avrebbe raccontato di sé stessa e di Dante Alighieri Beatrice Portinari se qualcuno l’avesse intervistata? E la vera Francesca da Rimini? Che parole avrebbe speso su Paolo e sulla passione che fu loro fatale? Teatralia Europa e la dott.ssa Simonetta Puleio dedicano una serata alle due donne cantate da Dante, attraverso la lettura scenica di due “interviste impossibili”. Le due interviste sono tratte dal programma radiofonico della RAI “Le interviste impossibili” andato in onda negli anni 1974 -75. Si tratta di un ciclo in cui noti autori contemporanei intervistano importanti personaggi del passato. Le interviste che noi proponiamo nascono dalla fantasia di Umberto Eco ed Edoardo Sanguineti, i quali immaginano di conversare rispettivamente con Beatrice Portinari, musa di Dante, e Francesca da Rimini, protagonista incontrastata del V girone dell’Inferno.

Introduzione e moderazione: dott.ssa Simonetta Puleio.

Con: Giovanna Mungai und Francesca Simone Tufano
Regia: Lucina Micale

Sabato 15 Marzo, ore 19:00

Salzstadel, Jakobsgasse 14/1, Tübingen

Ingresso: 12€, Soci 8€

COMMENTO ALLA SERATA

Lettura scenica, sabato 15 marzo 25

Amici della Cultura Italiana

Sabato 15 marzo 2025, presso la Salzstadel di Tübingen, si è svolta a cura del Gruppo Teatralia Europa, una bellissima lettura scenica di due “interviste impossibili”. Le interviste sono state fatte anni fa per la RAI dal poeta e scrittore Edoardo Sanguineti e da Umberto Eco, semiotico e scrittore di fama mondiale.

Sanguineti ha intervistato Francesca da Polenta, detta anche da Rimini, protagonista del canto V dell’Inferno, mentre Umberto Eco ha colloquiato con Beatrice. 

Ha introdotto la “lettura scenica” la dottoressa Simonetta Puleio, presidente della Dante Alighieri di Stoccarda, che ha fornito con grande chiarezza utili informazioni e delucidazioni storiche e psicologiche, sia sui personaggi che sarebbero stati rappresentati, sia sul sommo Poeta. In ciò coadiuvata dalla mai abbastanza lodata Germana Fabiano, che ha letto alcuni versi della Divina Commedia e alcuni famosi sonetti della Vita  Nova (Guido , i’ vorrei che tu e Lapo ed io…, Tanto gentile e tanto onesta pare…ed altri).

Francesca, interpretata dalla bravissima Francesca Simone Tufano, è un po’ stufa di dover raccontare sempre l’inizio della love story (la prima radice del loro amore) col cognato Paolo. Un giorno stavano leggendo per diletto di Lancillotto e di Ginevra, moglie di re Artù, e di come amor li strinse. Precisa che erano soli e senza alcun sospetto, quando in un momento di reciproca debolezza Paolo la bocca le baciò tutto tremante. Da qui l’ira del marito che li uccise entrambi. 

Da allora Paolo non fa altro che piangere, cosa che infastidisce Francesca che di questa storia ne ha abbastanza.  

A questo punto Francesca si fa maliziosetta e con voce suadente sollecita Edoardo ad andarla a trovare… perché la vita nel secondo cerchio dell’infermo è noiosa… lei è tanto sola… il nome Edoardo è così bello…

Ma anche Dante, sia detto en passant, è un filino malizioso perché conclude la storia con un ambiguo verso: “quel giorno più non vi leggemmo avante”.

È il turno di Beatrice – interpretata dalla brava Giovanna Mungai – che non ama parlare di Dante. Da vera signora risponde all’intervistatore per pura cortesia, ma a Dante ha tanti rimproveri da fare. Il Poeta l’ha sfruttata e strumentalizzata, senza peraltro mai dichiararsi. Mai le ha detto “mi piaci”, mai le ha fatto un complimento, sempre a considerarla musa e madonna. La verità è – conclude Beatrice – che Dante con le donne era un imbranato, non ci sapeva fare.

Un sincero plauso va alla regista, alla simpatica signora siracusana Lucina Micale, che ha diretto con grazia ed ironia le due brave attrici.

Il pubblico è stato numeroso ed entusiasta. 

È stato offerto un rinfresco cosi che al termine dello spettacolo è stato piacevole intrattenersi in sala ancora un po’. I.C.

it_ITItaliano